Cosa è la Self-Compassion? Proviamo a scoprirlo!

Avere compassione per sé non è molto diverso rispetto a provare compassione per gli altri. Proviamo a pensare cosa succede quando facciamo un’esperienza compassionevole. La prima cosa che ci vuole per poter provare compassione verso gli altri è notare la loro sofferenza. Se ignoriamo il senzatetto che ci chiede la carità, diventerà impossibile provare compassione per la sua vita così difficile. Compassione significa venire toccati dalla sofferenza altrui e lasciare che il nostro cuore risponda a questo dolore. La parola compassione significa “soffrire assieme”, dal latino imagecum pati. Quando questo accade, nasce spontaneamente il desiderio di prendersi cura e di aiutare in qualche modo la persona che sta soffrendo. Avere compassione significa anche offrire comprensione e gentilezza agli altri quando sbagliano, invece che giudicarli con durezza. Quando proviamo compassione (e non semplicemente pietà) per un’altra persona, questo significa che ci rendiamo conto che sofferenza, errori e imperfezioni fanno parte di una esperienza umana comune e condivisa. “Proprio come capita anche a me…”

Cosa può cambiare attraverso la Self-Compassion?

La Self-Compassion implica un atteggiamento (VERSO DI NOI) di comprensione e di sostegno, lo stesso che potremmo avere con un caro amico che sta passando un momento difficile, un fallimento o che si giudica in modo negativo. Invece di ignorare il dolore con un’alzata di spalle, fermiamoci a dire: “è proprio difficile questo momento! …Come posso prendermi cura di me e darmi un po’ di conforto in questo momento?”. Invece di giudicarci e criticarci senza pietà per tutti i nostri errori e per tutti i comportamenti inadeguati, la self-compassion ci insegna ad essere gentili e comprensivi, proprio quando siamo messi di fronte ai nostri sbagli e fallimenti. D’altra parte, chi ha mai detto che dobbiamo essere perfetti?

Ma come facciamo a cambiare?

Possiamo sentirci motivati ad andare verso abitudini più salutari – quelle che ci fanno stare bene e che ci rendono felici – quando abbiamo a cuore il nostro benessere, non certo perché ci sentiamo inutili e non desiderabili. Cosa ancora più importante, provare compassione significa onorare ed accettare la nostra umanità. Le cose non vanno sempre per il verso giusto. Andiamo incontro a frustrazioni e a perdite, ci capiterà di sbagliare, sbatteremo contro i nostri limiti e non saremo mai all’altezza dei nostri ideali. Questa è semplicemente la condizione umana, una realtà che appartiene a tutti noi. Quanto più riusciremo ad aprire il cuore a questa realtà senza combatterla in continuazione, tanto più saremo in grado di provare compassione per noi stessi e per tutti gli esseri umani. E saremo in grado di cambiare.

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La mindfulness e la self-compassion, infatti, si prendono cura della sofferenza e del malessere, al di là delle categorie diagnostiche.
La Mindful Self-Compassion ci aiuta a gestire le emozioni difficili e a portare gentilezza e affetto a noi stessi.
Non ne abbiamo forse bisogno?